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Siracide 27, 33 – 28, 9 / Romani 14, 7-9

L’ira e la furia sono odiose;
il peccatore le possiede.
Il Signore si vendicherà del vendicativo
e terrà conto stretto delle sue colpe…

Domenica 24 Tempo Ordinario

 

ECLESIASTICO 27, 33 – 28, 9

L’ira e la furia sono odiose;

il peccatore le possiede.

Il Signore si vendicherà del vendicativo

e terrà conto stretto delle sue colpe.

Perdona l’offesa del tuo prossimo

e ti saranno perdonati i peccati quando pregherai.

Come può un uomo serbare rancore a un altro

e chiedere la salute al Signore?

Non ha compassione del suo simile

e chiede perdono per i suoi peccati?

Se egli, che è carne, conserva l’ira,

chi espierà per i suoi peccati?

Pensa alla tua fine e smetti di adirarti,

alla morte e alla corruzione, e osserva i comandamenti.

Ricorda i comandamenti

e non adirarti con il tuo prossimo,

l’alleanza del Signore, e perdona l’errore.

 

Conosciamo già questo libro, di cui abbiamo parlato nella Domenica 6ª. Il brano di oggi sviluppa precetti del Levitico (19,17) e dell’Esodo (23,4) sulla vendetta e il perdono.

 

ROMANI 14, 7-9

Fratelli: nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso.

Se viviamo, viviamo per il Signore; se moriamo, moriamo per il Signore.

Nella vita e nella morte, siamo del Signore. Per questo Cristo è morto e risorto, per essere Signore dei vivi e dei morti.

Un testo bellissimo, frasi particolarmente note e utilizzate nelle liturgie dei defunti. Vivere e morire per il Signore.

 

Giuseppe Enrico Galarreta, S.J.

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