La Federazione delle Conferenze Episcopali Asiatiche (FABC) celebra questi giorni a Jakarta la sua XII Assemblea Plenaria, un incontro che riunisce ogni quattro anni circa vescovi del continente insieme a teologi, specialisti e responsabili pastorali per riflettere sulle principali sfide della Chiesa in Asia. Con il tema «Conversione sinodale e missione di costruire ponti di comunione in Asia», l’assemblea ha visto la partecipazione di rappresentanti della Santa Sede e di diversi relatori invitati, tra cui il cardinal Luis Antonio Tagle, la teologa malese Choong Pui Yee e il sacerdote e pensatore ceco Tomáš Halík.
La presenza di Halík non è casuale. Sacerdote ordinato clandestinamente durante il regime comunista della antica Cecoslovacchia, collaboratore del presidente Václav Havel dopo il recupero della democrazia e professore di Sociologia presso l’Università Carolina di Praga, è considerato una delle voci più influenti del pensiero cristiano europeo. Nel 2014 ha ricevuto il prestigioso Premio Templeton per il suo contributo al dialogo tra fede e cultura, e gran parte della sua opera ruota attorno all’incontro tra credenti e non credenti, la secolarizzazione e la rinnovazione spirituale della Chiesa.
Nel suo intervento, Halík ha affermato che la più grande crisi del mondo contemporaneo non è solo politica o economica, ma una crisi di fiducia, di senso e di capacità di comprendere la realtà. A suo avviso, la missione della Chiesa non consiste tanto nell’offrire risposte immediate a tutti i problemi quanto nel formare comunità dove le persone imparano a guardare in profondità, a discernere e a scoprire la presenza di Dio nel mezzo della vita quotidiana. Da questa prospettiva, la sinodalità non sarebbe solo una riforma delle strutture ecclesiali, ma un modo di camminare insieme che trasformi anche il modo di ascoltare e dialogare.
Le sue riflessioni hanno suscitato talvolta dibattito all’interno della Chiesa per la sua difesa di una maggiore apertura al dialogo con la cultura contemporanea e per la sua insistenza su una rinnovazione pastorale che dia priorità all’accoglienza, all’ascolto e al discernimento. Tuttavia, non è mai stato oggetto di sanzioni dottrinali e oggi è riconosciuto a livello internazionale come uno dei teologi cattolici più influenti del nostro tempo.
Un invito a guardare in modo diverso
In tempi in cui l’immediatezza sembra esigere risposte per tutto, Halík propone di recuperare un apprendimento più umile e profondamente evangelico: fermarsi, ascoltare e osservare la realtà con profondità prima di emettere giudizi. Forse è lì che risiede uno dei compiti più urgenti della Chiesa del XXI secolo. Non tanto moltiplicare risposte quanto aiutare le persone a scoprire domande più vere e uno sguardo capace di riconoscere la presenza di Dio nel mezzo della vita.
Inma Calvo
Fonti consultate
Agenzia Fides. Tomáš Halík all’Assemblea della FABC: «Il futuro del cristianesimo dipenderà dal fatto che le nostre comunità diventino spazi dove le persone imparano a vedere veramente».
Federazione delle Conferenze Episcopali Asiatiche (FABC). Informazioni sulla XII Assemblea Plenaria tenutasi a Jakarta.
Templeton Prize. Biografia di Tomáš Halík.
Università Carolina di Praga. Profilo accademico di Tomáš Halík.
