La prima lettura narra la moltiplicazione dei pani del profeta Eliseo. La seconda raccoglie un’esortazione di Paolo a vivere l’unità…
RE 4, 42-44
Un uomo di Baal Salisa venne e portò all’uomo di Dio primizie di pane, venti pani d’orzo e grano fresco in spiga; e disse Eliseo: «Dallo alla gente perché mangino.» Il suo servo disse: «Come posso dare questo a cento uomini?» Egli disse: «Dallo alla gente perché mangino, perché così dice il Signore: Mangeranno e ne avanzerà.» Lo diede loro, mangiarono e ne avanzò, secondo la parola del Signore.
All’interno di questo libro, che racconta storie dei re di Israele, troviamo due “cicli profetici”, quello di Elia e quello di Eliseo. Furono senza dubbio personaggi reali, che vissero intorno all’850 a.C. e predicarono al popolo la fedeltà a Yahweh, in tempi di generale apostasia. Ma le figure sono state ingrandite e deformate dalla leggenda, così che sembrano più simboli che personaggi storici.
Il ciclo di Eliseo è, inoltre, quello che contiene più racconti di miracoli di tutto l’Antico Testamento. Quello che leggiamo oggi narra un “evento” simile a quello del vangelo, e per questo motivo viene letto oggi.
EF 4, 1-13
Vi esorto dunque io, prigioniero per il Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione alla quale siete stati chiamati, con tutta umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi gli uni gli altri per amore, cercando di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace. Un solo Corpo e un solo Spirito, come una è la speranza alla quale siete stati chiamati. Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che è sopra tutti, per tutti e in tutti.
Le prime espressioni fanno supporre che Paolo scriva questa lettera dalla prigione, il che la collocherebbe a Roma, intorno agli anni 60. Potrebbe anche essere un espediente letterario del vero redattore. Questa parte della lettera è un’esortazione alla vita cristiana, che contiene frasi famose e molto utilizzate dalla Chiesa.
Giuseppe Enrico Galarreta
