Fe Adulta

Occasione persa, ancora una volta

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Ormai superate le celebrazioni natalizie, sia a livello liturgico e religioso che sociale, voglio portare alla memoria una trasmissione televisiva che, ancora una volta, ha provocato in me una profonda tristezza, perché ho deciso un giorno che indignarmi non valeva la pena, per la testardaggine, in un momento della stessa, della sua più che stancante insistenza su realtà o aspetti molto in linea con il diritto canonico, ma, secondo la mia esperienza del Vangelo, molto distanti dal messaggio misericordioso e liberatorio dello stesso.

Era domenica, 28 dicembre, festa dei Santi Innocenti, ma, in questo caso, per quanto riguarda la celebrazione liturgica, festa della Sacra Famiglia. Come faccio spesso alcuni domeniche, anche questo giorno mi sono messo davanti alla televisione con l’intenzione di sintonizzarmi, per quanto possibile, in modo spirituale con la parrocchia o comunità di fedeli che celebrava l’eucaristia domenicale trasmessa, in quel momento, dal canale 2 della televisione spagnola. Il luogo, in questo caso, era la parrocchia di San Pietro Advincula, a Las Ventas de Retamosa, nella provincia di Toledo.

Mettendo da parte certi aspetti della celebrazione con cui sono in totale disaccordo, forse per la mia scarsa conoscenza liturgica o per la mia mancanza di fede nei “Sacri Misteri”, ma che ora non intendo commentare, sì voglio manifestare il profondo rifiuto che mi ha provocato una delle richieste della Preghiera dei fedeli, che trascrivo letteralmente di seguito: “Per i governanti e responsabili della vita pubblica: affinché promuovano con impegno la formazione e lo sviluppo di famiglie autentiche, un uomo e una donna, il cui amore feconda in numerosi figli“. Una preghiera, in questo caso, in piena consonanza e totalmente aderente a quanto dice il CIC (Catechismo della Chiesa Cattolica), nel numero 1601.

<p>La preghiera, che non dubito affatto fosse sincera, non è, e tanto meno, neutra per quanto riguarda l’intenzionalità che racchiude. Infatti, non c’è bisogno di essere molto perspicaci o di cercare di entrare molto a fondo per rendersi conto, all’istante, che, fin dall’inizio, dà una sonora lezione a politici, governanti e, per estensione, a chi li vota, sostiene e approva leggi favorevoli al “matrimonio egualitario”. E, per non lasciare il minimo spiraglio per il dubbio, la preghiera riconosce come “famiglia autentica quella formata da un uomo e una donna“. Il resto sono sciocchezze, come direbbe l’altro. “Il cui amore porta a numerosi figli”, conclude.</p>

Giunti a questo punto, vorrei precisare, puntualizzare o avvertire dell’opportunità persa, in primo luogo, di porre l’amore e non il genere come fondamento essenziale del matrimonio. Pertanto, se solo l’amore è il vero fondamento del matrimonio e, per estensione, della famiglia, si può concludere che può esistere solo tra persone di sesso diverso, un uomo e una donna, ma non tra persone dello stesso sesso, cioè tra due uomini o tra due donne? O è, allora, questione di essere dotati di “attributi” diversi per amarsi veramente due persone e creare fertilità?

In secondo luogo, sebbene sia vero che la fecondità “figliol” è essenziale nel matrimonio, credo che sia necessario riconoscere e valorizzare veramente “altre fecondità” che, per non essere tradotte in figli, non significa che non debbano essere considerate tali.

Che occasione persa per aver parlato in un altro modo del matrimonio e della fecondità di questo! Un altro modo che non è altro che quello dell’amore sincero e generoso.

Perché solo l’amore, non il genere, unisce le persone, le trasforma e fa nuove le loro vite. Ora sì, mi prendo personalmente la licenza di dire “tutto il resto sono bestemmie”, “diritti canonici” o “catechismi”. Che ciascuno lo denomin come vuole.

 

Juan Zapatero Ballesteros

Versione italiana tradotta con IA

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