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Marco rubio ha telefonato a parolin in seguito alle critiche di roma per l’arresto di maduro

Il segretario di Stato americano ha parlato ieri con il suo omologo vaticano, dopo che l’ambasciatore degli Stati Uniti a Roma avrebbe voluto “reinterpretare” le parole del Papa durante l’Angelus. “I due leader hanno discusso di sfide urgenti, tra cui le iniziative per migliorare la situazione umanitaria, in particolare in Venezuela, nonché per promuovere la pace e la libertà religiosa a livello globale”, fa sapere il Dipartimento di Stato.

“Sono con grande preoccupazione l’evoluzione della situazione in Venezuela”. Papa **Leone XIV** ha espresso il suo rammarico per l’intervento statunitense in Venezuela, che si è concluso con la detenzione (o il sequestro) di Nicolás Maduro e sua moglie, e la ‘tutela’ del paese da parte di Donald Trump, con conseguenze ancora da definire, e con possibili ripercussioni su Colombia, Messico… o Groenlandia, che preoccupano il mondo.

Forse per questo motivo, il segretario di Stato degli USA, e responsabile dell’attacco ordinato da Donald Trump, Marco Rubio, ha telefonato ieri al segretario di Stato del Vaticano, Pietro Parolin, per ‘spiegare’ al leader della diplomazia della Santa Sede (un buon conoscitore della realtà in Venezuela), la situazione dopo l’operazione militare ordinata da Trump.

Come riporta il Dipartimento di Stato americano, “il segretario di Stato Marco Rubio ha parlato oggi [ieri] con Sua Eminenza il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede”.

“I due leader hanno discusso di sfide urgenti, tra cui le iniziative per migliorare la situazione umanitaria, in particolare in Venezuela, nonché promuovere la pace e la libertà religiosa a livello globale”, aggiunge la nota, che si conclude ribadendo che Rubio e Parolin “hanno riaffermato il loro impegno a rafforzare la cooperazione tra gli Stati Uniti e la Santa Sede per affrontare priorità comuni in tutto il mondo”.

La chiamata arriva dopo che l’ambasciata statunitense presso la Santa Sede ha cercato di ‘spiegare’ le parole di Leone XIV durante l’Angelus di domenica scorsa, in cui ha affermato che “il bene del amato popolo venezuelano – ha asserito – deve prevalere su qualsiasi altra considerazione e portare a superare la violenza e intraprendere percorsi di giustizia e pace, garantendo la sovranità del paese, assicurando lo stato di diritto iscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di tutti e ciascuno, e lavorando insieme per costruire un futuro sereno di collaborazione, stabilità e concordia, con particolare attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica”.

Tuttavia, la delegazione statunitense, guidata da Brian Burch, soprannominato ‘MAGA’, ha ignorato i riferimenti papali alla fine della violenza, al rispetto della sovranità e della Costituzione del paese, e si è concentrata unicamente sulle parole di Prevost “pregando per la pace in Venezuela” e invitando a un futuro basato su “cooperazione, stabilità e armonia”, il che implicitamente inquadrava le parole di León come un sostegno alla politica di Trump. Ciò ha provocato la logica indignazione della Santa Sede e la telefonata di Rubio a Parolin per cercare di ‘placare’ un nuovo incendio nella diplomazia statunitense.

 

Jesús Bastante

Religión Digital

Versione italiana tradotta con IA

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