La moltitudine dei credenti aveva un solo cuore e un’anima sola. Nessuno considerava suoi i propri beni, ma tutto era in comune tra loro.
Gli apostoli rendevano testimonianza con grande potenza della risurrezione del Signore Gesù. E tutti godevano di grande simpatia…
ATTI DEGLI APOSTOLI 4, 32-35
La moltitudine dei credenti aveva un solo cuore e un’anima sola. Nessuno considerava suoi i propri beni, ma tutto era in comune tra loro.
Gli apostoli rendevano testimonianza con grande potenza della risurrezione del Signore Gesù. E tutti godevano di grande simpatia.
Non c’era nessun bisognoso tra loro, perché tutti quelli che possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo della vendita e lo mettevano ai piedi degli apostoli, e veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.
Il piccolo frammento degli Atti degli Apostoli offre un “ritratto” della prima comunità dei credenti. Se ne fanno diversi di questi ritratti nel libro di Luca.
Tutti idealizzano un po’ la comunità, poiché conosciamo già altri testi dello stesso libro che mostrano le differenze e persino le discordie al suo interno. Ma viene indicato un messaggio chiaro: i credenti si sentono chiamati alla vita in comune, anche a rinunciare ai beni particolari e metterli a disposizione di tutti, in modo che nessuno fosse nel bisogno.
E in mezzo a loro, i TESTIMONI, rendendo testimonianza della risurrezione del Signore. Cioè, “Gli Atti” sono “il vangelo della chiesa”, non si limitano a raccontarci “fatti”, ma a mostrare la “vita nello Spirito” della prima comunità, come lo Spirito di Gesù si manifesta in essa.
1 GIOVANNI 5, 1-6
Chiunque crede che Gesù è il Cristo è nato da Dio; e chi ama Colui che dà l’essere ama anche chi è nato da Lui. Da questo conosciamo che amiamo i figli di Dio: se amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. Poiché in questo consiste l’amore di Dio: nell’osservare i suoi comandamenti….
Nello stesso senso, il frammento della lettera di Giovanni dà il senso profondo a tutto questo. Presenta la vita risorta. Per la fede in Gesù ci affacciamo a un modo di vivere diverso: ciò che caratterizza maggiormente Gesù, che lo distingue essenzialmente da altre religioni (forse da tutte – forse per questo ciò che riguarda Gesù non può essere chiamato strettamente “una religione”) è che è un Progetto, e si offre come un progetto di vita.
Dobbiamo ricordare il contesto polemico delle lettere di Giovanni: sono indirizzate a comunità fortemente tentate dal gnosticismo, che presenta Gesù come una creatura divina ma non umana, e la vita cristiana come una conoscenza per iniziati. Le lettere insistono sulla manifestazione della fede nelle opere dell’amore (se amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti). Ancora una volta, essere fedeli allo spirito di Gesù, senza lasciarsi trascinare da invenzioni estranee allo stesso Gesù di cui lo scrittore si sente testimone.
Giuseppe Enrico Galarreta, S.J.
