Fe Adulta

Atti 2, 1-11 / Corinzi 13, 3-13

Festività di PENTECOSTE

Pentecoste chiude il ciclo Pasquale e l’anno liturgico. Pentecoste apre il nostro tempo, il tempo vissuto nella fede e per la Missione, nello Spirito di Gesù, nell’attesa della pienezza.

È la celebrazione di qualcosa di molto intimo della nostra fede: la fede nella presenza del Vento di Dio, che trasforma la vita degli esseri umani, per fare dell’umanità IL REGNO.

 

ATT I 2, 1-11

Tutti i discepoli erano insieme nel giorno di Pentecoste. Improvvisamente, un rumore dal cielo come di un vento impetuoso, risuonò in tutta la casa dove si trovavano. Videro apparire delle lingue, come di fuoco, che si dividevano, posandosi su ciascuno di loro. Furono tutti riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, ognuno nella lingua che lo Spirito gli suggeriva.

Si trovavano allora a Gerusalemme Giudei devoti di tutte le nazioni della terra. Udendo il rumore, accorsero in massa e rimasero sconcertati, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua.

Enormemente sorpresi, si chiedevano:

– Non sono forse Galilei tutti quelli che stanno parlando? Allora, come mai ciascuno di noi li udiamo parlare nella nostra lingua nativa? Tra noi ci sono Parti, Medi ed Elamiti, altri vivono in Mesopotamia, Giudea, Cappadocia, nel Ponto e in Asia, in Frigia o in Panfilia, in Egitto o nella zona della Libia vicina a Cirene; alcuni di noi sono stranieri di Roma, altri Giudei o proseliti; ci sono anche Cretesi e Arabi; e ciascuno di noi li udiamo parlare delle meraviglie di Dio nella nostra propria lingua.

Il rumore di un vento impetuoso, lingue di fuoco su ciascuno, il parlare in diverse lingue. Tutto questo sono bei simboli della presenza dello Spirito, che è un vento di Dio, un fuoco di Dio, una Parola universale. La comunità di coloro che seguono Gesù, l’intera comunità, uomini e donne che avevano seguito Gesù dalla Galilea al Calvario, piena dello Spirito di Gesù.

Luca ha mostrato nel capitolo 1° che Gesù “non c’è”. Il capitolo 2° corregge l’affermazione: Gesù “c’è”, perché c’è il suo Spirito. E questo sarà l’argomento profondo di tutto il libro: la presenza dello Spirito di Gesù nella comunità di coloro che hanno creduto in Lui.

 

1 CORINZI 13, 3-13

Nessuno può dire “Gesù è il Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo. Vi è diversità di doni, ma un solo Spirito. Vi è diversità di servizi, ma un solo Signore. E vi è diversità di funzioni, ma un solo Dio che opera tutto in tutti. In ciascuno si manifesta lo Spirito per il bene comune.

Perché come il corpo è uno e ha molti membri, e tutti i membri del corpo, sebbene siano molti, sono un solo corpo, così è anche Cristo.

Tutti noi, Giudei e Greci, schiavi e liberi, siamo stati battezzati in un solo Spirito, per formare un solo corpo. E tutti abbiamo bevuto di un solo Spirito.

Testo semplice e denso: la fede in Gesù è già un’opera dello Spirito, quel vento di Dio che agisce in noi. Poi, tutti i doni di ciascuno, i suoi carismi al servizio della comunità… Ma l’anima di tutto questo è lo Spirito di Gesù, lo Spirito di figli, il vento del Padre, quello che agì in Gesù e agisce ora nella comunità dei credenti. E non importa che siano Giudei o no: lo Spirito ha soffiato in tutti, di quell’Acqua abbiamo bevuto tutti.

Nella similitudine di Paolo, la Chiesa è come un corpo: tutti siamo membri, tutti abbiamo una funzione: Gesù è la Testa (o il cuore, sarebbe lo stesso). E in ogni membro agisce lo Spirito per il bene dell’intero Corpo. Lo Spirito di Dio è nella Chiesa come l’anima in un corpo: la anima, la fa vivere. La Chiesa ha una vita nuova, quella che le dà la nuova anima, lo Spirito di Gesù.

Questa è, quindi, la Nuova Creazione. Paolo presenta Gesù come “l’uomo nuovo”, il Primogenito dei Figli. Questo è il nostro Spirito. Questo è “l’uomo nuovo”, ricreato a immagine del Figlio. Questa è la vocazione di ogni essere umano.

 

Giuseppe Enrico Galarreta, S.J.

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