Fe Adulta

Proverbi 9, 1-6 / Efesini 5, 15-20

PROVERBI 9, 1-6

La Sapienza ha costruito una casa, piantando sette colonne.
Ha preparato il banchetto, mescolato il vino e apparecchiato la tavola.
Ha mandato i suoi servi a proclamarlo
nei punti che dominano la città:
“Venite qui, inesperti, voglio parlare a chi è privo di giudizio:
venite a mangiare il mio pane e a bere il vino che ho mescolato.
Lasciate l’inesperienza e vivrete, seguite il cammino della prudenza”.

Abbiamo già parlato in altre occasioni (domenica 5ª e 13ª del tempo ordinario) dei “Libri Sapienziali”. È frequente in essi la comparsa della Sapienza di Dio come un personaggio che risiede accanto al trono di Dio e che agisce nel mondo. È un modo rispettoso (e molto arcaico) di riferirsi allo stesso Dio senza menzionarlo direttamente.

Nel testo di oggi, questo simbolo agisce anche in modo simbolico: invitando a un sontuoso banchetto i meno degni. Si offre quindi simbolo su simbolo: Dio/luce offerto come banchetto.

Ma sono importanti i segni che si usano (e quelli che non si usano). Sapienza e banchetto, non re né giudici. È lo stesso che accadrà con Gesù: pastore che recupera la pecora, donna felice per aver trovato la moneta. Potrebbe essere ancora più importante ricordare che queste personificazioni del divino possono proiettarsi su “Padre – Figlio – Spirito”. Ci riferiamo al commento sulla Trinità che facemmo a suo tempo.

 

EFESINI 5, 15-20

Fate attenzione a come vivete, non siate insensati ma saggi. Sfruttate bene il tempo, perché vengono giorni cattivi. Perciò, non siate stolti, ma rendetevi conto di ciò che il Signore vuole. Non ubriacatevi di vino, che porta alla dissolutezza, ma lasciatevi guidare dallo Spirito. Cantate e inneggiate al Signore con tutto il cuore, recitando salmi, inni e canti ispirati. Cantate e suonate con tutta l’anima per il Signore. Rendete continuamente grazie a Dio Padre, per tutti, nel nome di Gesù Cristo, nostro Signore.

Continuano i consigli morali ai seguaci di Gesù. Casualmente, il testo invoca un tema parallelo a quello degli altri due di questa domenica: siate saggi, agite con saggezza, non abbiate la mente ottenebrata (specialmente dal vino…). Vivete come persone piene di Spirito.

Interessante l’accenno di Paolo “vengono giorni cattivi”. I nostri giorni sono buoni o cattivi? Viviamo tempi buoni o cattivi? Noi, Occidente consumista e benestante, crediamo di godere di tempi buoni (nonostante la crisi, che passerà) semplicemente perché possiamo vivere bene.

Possiamo applicarci le parole di Paolo: “non siate insensati ma saggi… non siate stolti, ma rendetevi conto di ciò che il Signore vuole”.

E questo stesso risuona in qualche modo nel vangelo come un dilemma: cibo per la vita, cibo per la morte; ingrassare la carne perché marcisca più materia, nutrire lo spirito perché tutto sia eterno.

 

Giuseppe Enrico Galarreta

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