Fe Adulta

Isaia 40, 1-5, 9-11 / Tito 2, 11-14 e 3, 4-7

ISAIA 40, 1-5, 9-11

Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio …
Una voce grida: nel deserto, preparate la via al Signore…
che i valli si alzino, che i monti e le colline si abbassino…
Sali su un monte elevato, araldo di Sion…
di’ alle città di Giuda: “ecco il vostro Dio”

 

A partire dal capitolo 40 fino al 56, la profezia che chiamiamo di Isaia riceve il nome di “Deutero Isaia” o “Libro della consolazione”, opera probabilmente di un profeta del VIII secolo, durante l’esilio a Babilonia. Continua ad avere una grande bellezza letteraria, ma inoltre è più avanzata teologicamente: il suo monoteismo è più definito e mostra una religiosità più universale. L’opera si concepisce come un secondo Esodo, annuncio del ritorno alla Terra, attraverso il deserto, come un canto di speranza e di consolazione per gli esiliati. I tre Sinottici utilizzano le sue parole come presentazione del Battista, presentandolo così come compimento di questa profezia.

 

TITO 2, 11-14 e 3, 4-7

È apparsa la grazia di Dio, che porta la salvezza a tutti gli uomini, insegnandoci a rinunciare all’empietà e ai desideri mondani, e a condurre fin da ora una vita sobria, onesta e religiosa, aspettando la felicità che speriamo: l’apparizione gloriosa di Dio e del nostro Signore Gesù Cristo ….

Le lettere a Timoteo e la lettera a Tito sono solitamente chiamate “Pastorali”, perché il loro contenuto è meno teologico e si dedica maggiormente alla cura delle comunità. Scritte probabilmente da un discepolo di Paolo, sebbene messe in bocca a lui. Tito era di famiglia pagana, fu un collaboratore stretto di Paolo, fu suo delegato a Corinto e diresse la Chiesa di Cipro. Il brano di oggi fonda la vita cristiana nella fede in Gesù, apparizione della grazia di Dio e invito a una vita nuova.

 

Giuseppe Enrico Galarreta, S.J.

Condividi FeAdulta Facebook