Religione Digitale
Il 29 giugno 2026 nel pomeriggio, il sacerdote Crépin Monga, di 36 anni, è stato assassinato a Zemio, una missione nell’est della diocesi di Bangassou. L’ho ordinato 8 anni fa. Era il responsabile del comitato per la pace e la riconciliazione nella regione. Zemio vive una situazione di grande insicurezza da quasi tre anni. La metà della sua popolazione, circa 20.000 persone, vivono dall’altra parte del fiume, a Zapai, già territorio della Repubblica Democratica del Congo per fuggire da attacchi, abusi e omicidi.
Migliaia di persone hanno abbandonato questi villaggi nella giungla e si sono rifugiate nella chiesa cattolica, dove padre Crépin li aveva accolti. 4 persone sono state rapite a fine dicembre 2025 e si trovano ancora in un luogo nascosto della regione. Per mitigare la violenza, soldati centrafricani e mercenari russi della Wagner sono arrivati nella zona. Invece di lottare insieme per la liberazione degli ostaggi centrafricani, uno dei quali è incinta, si stanno combattendo tra di loro.
Ieri hanno scambiato colpi di fuoco nei pressi della missione cattolica. Non sappiamo se qualcuno cercava il sacerdote, ora martire, o se lo ha ucciso una pallottola vagante.
Il suo cadavere è rimasto ensanguinato tutta la notte nella chiesa parrocchiale, come quello del nostro Signore al calvario. Solo stamattina alle 5’00h alcune donne hanno potuto entrare e lavare il corpo. Vestirlo e metterlo su una moto per portarlo a seppellire a Bangassou, che si trova a 300 km. La moto è il mezzo più comune per trasportare un cadavere lungo i sentieri della giungla, fangosi ora nella stagione delle piogge. Il conducente al suo posto, il cadavere dietro attaccato a lui e una terza persona che abbraccia il cadavere affinché non cada.
Il nuovo vescovo della diocesi di Bangassou, monsignor Aurelio Gazzela è andato in auto ad aspettarlo a 100 km da Zemio, dove il fiume straripante gli impediva di passare con l’auto fino a Zemio.
La moto è arrivata alle 18’00h questo pomeriggio-sera, dopo varie cadute e una foratura, dovendo posare padre Crépin per terra, mentre riparavano il guasto. L’Africa e le sue giungle sono così.
Nel momento in cui scrivo, Mons Aurelio ha già raccolto il cadavere e viaggia di notte, non più di 15 km all’ora, fino a raggiungere Bangassou, stimo intorno alle 2’00h della mattina. Il funerale è stato preparato per domani a mezzogiorno.
Nuovo martire della nostra chiesa perseguitata, che si unisce a tante chiese perseguitate nel mondo semplicemente per essere discepoli di Gesù.
