Fe Adulta

Se la legge può essere perfezionata, non è perfetta

DOMENICA 6ª (A)

Mt 5,17-37

Come conciliare la predicazione e la pratica di Gesù con la Legge di Dio, che per gli ebrei era sacra e definitiva. Andare oltre ciò che è stabilito è il problema radicale che si pone in tutti gli ordini della vita. Diamo valore assoluto a ciò che già conosciamo ma la nostra conoscenza sarà necessariamente limitata; dobbiamo andare sempre oltre.

Per un ebreo doveva essere stato molto difficile accettare che la Legge non fosse assoluta. Gesù fu inequivocabile su questo punto. Aprì un nuovo modo di relazionarci con Dio. Il Dio onnipotente che è nei cieli e ordina e comanda, lascia il posto all’Abba, amore che si identifica con ciascuno di noi e ci invita a scoprirlo negli altri.

Ogni norma espressa a parole non potrà mai essere definitiva. L’uomo deve sempre ripetere ciò che disse Gesù nel vangelo: “Avete sentito che è stato detto …, ma io vi dico”; perché conosciamo sempre meglio la natura dell’essere umano. Se Gesù avesse creduto che la Legge fosse di Dio, non si sarebbe mai permesso di darle pienezza.

Non esiste alcuna “Legge di Dio”, perché non è un essere che abbia una volontà che impone dall’esterno. Ogni legge è prodotto dell’uomo. Dio non si comunica attraverso segni esterni; la volontà di Dio è la stessa natura di ogni creatura.

La volontà di Dio non è nulla di aggiunto al mio proprio essere, non mi viene da fuori. È sempre lì, ma non sono capace di scoprirla. Questa è la ragione per cui dobbiamo attingere a ciò che ci hanno detto alcuni che sono stati capaci di scendere fino al fondo del loro essere e scoprire cosa Dio è e cosa siamo ciascuno di noi.

Non è che Dio abbia manifestato a Mosè la sua volontà, è che egli seppe approfittare delle circostanze speciali per approfondire in sé stesso. Ciò che scoprì è volontà di Dio, perché l’unica cosa che Egli vuole è che siamo fedeli a ciò che già siamo.

Rispettare la Legge è una cosa molto diversa da ciò a cui siamo abituati a pensare. Una legge del codice della strada può essere rispettata perfettamente ma solo in modo esteriore. In ciò che chiamiamo Legge di Dio, le cose non funzionano così. Se non scopro il motivo del bene in ciò che faccio, non significherà nulla per me. I farisei si accontentavano di rispettare la Legge letteralmente.

Ci resta ancora molta strada da fare per superare l’idea di un Dio Legislatore che impone la sua volontà malgrado noi. Nella Bibbia ci sono 613 precetti. Ci sembrano infiniti, ma il Codice di Diritto Canonico ha 1.752 canoni. Gesù ci ha lasciato un solo comandamento: che vi amiate, e inoltre l’amore non può mai essere frutto di una legge.

Gesù non andò contro la Legge, ma al di là di essa. Voleva dirci che ogni legge è solo un appunto, rimane sempre corta. Dobbiamo sempre andare oltre la pura letteralità, fino a scoprire lo spirito che c’è al di là e superando qualsiasi formulazione.

Gesù passò da un adempimento esterno delle leggi a una scoperta delle esigenze del proprio essere. Quella rivoluzione che Gesù cercò di realizzare è ancora da fare. Tutte le proposte di Gesù, nel senso di vivere nello spirito, sono state ignorate. Continuiamo più attenti a ciò che è comandato che a scoprire cosa siamo.

Le proposte concrete sono esempi di ciò che dovremmo fare con tutte le norme. Superare la trappola di un’osservanza letterale e entrare nello Spirito. Se non siamo capaci di andare oltre la norma, resteremo sempre a metà strada.

Comunque, le leggi si possono buttare via solo quando la persona ha raggiunto una profonda conoscenza del proprio essere e scopre le più autentiche esigenze del vero essere. Non ha più bisogno di appoggi esterni per camminare verso la sua meta. “Ama e fai ciò che vuoi” o “chi ama ha compiuto il resto della Legge”.

 

Fray Marcos

Versione italiana tradotta con IA

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