Fe Adulta

Il potere trasformativo della gratitudine

5 luglio

Mt 11, 25-30

“La parola ‘grazie’ —ha scritto Eric Rolf— ha una vibrazione alta; è una delle più importanti espressioni d’amore. Permettiti di essere vivo. Di cosa sei grato nella tua vita oggi?”.

“La disciplina della gratitudine —con le parole ora di Henri Nouwen— è uno sforzo esplicito di riconoscere che tutto ciò che sono e ricevo è un dono d’amore, un dono che deve essere celebrato con gioia”.

La gratitudine è l’antidoto più efficace contro il reclamo, il rimpianto e la mentalità da vittima, che parassitano e avvelenano le nostre relazioni. La gratitudine ci libera da tutto questo perché ci connette con la totalità e ci fa trascendere l’identificazione con l’io e il suo sguardo miope.

L’io può ringraziare solo quando le sue aspettative sono soddisfatte o quando riceve qualcosa che gli piace. La gratitudine, tuttavia, è incondizionata. Perché non è “qualcosa” che possiamo o non possiamo vivere. Man mano che comprendiamo noi stessi, scopriamo che siamo gratitudine. Pertanto, scaturisce facilmente nel momento stesso in cui viviamo in connessione con la nostra identità profonda. Certamente, guardato da quel luogo, dove siamo uno con la vita, tutto è un dono, anche in quelle situazioni in cui l’io sperimenta avversità, dolore, perdita o minaccia. Potrebbe non essere facile per noi prenderne distanza. Tuttavia, non appena lo facciamo, percepiamo che tutto è Grazia. E la Grazia attiva la gratitudine.

Quando entriamo in contatto con la nostra identità profonda, la gratitudine compie un doppio miracolo, trasformandosi in pace e in gioia. Verifichi che, vivendo la gratitudine, le tue preoccupazioni finiscono. E che, più sei grato, più ti senti felice. Quando avevo tutte le ragioni per lamentarmi, ho iniziato a ringraziare, e mi sono reso conto che stavo veramente guarendo.

ENRIQUE MARTÍNEZ LOZANO (Bollettino settimanale)

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