Fe Adulta

Re 3, 5-12 / Romani 8, 28-30

Il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: “Chiedimi ciò che vuoi che io ti dia”. Salomone disse: …Concedi dunque al tuo servo un cuore che comprenda per giudicare il tuo popolo, per discernere tra il bene e il male… Questa richiesta di Salomone fu gradita agli occhi del Signore, e Dio gli disse:

Domenica 17 Tempo Ordinario

 

1 RE 3, 5-12

Il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: “Chiedimi ciò che vuoi che io ti dia”. Salomone disse:

…Concedi dunque al tuo servo un cuore che comprenda per giudicare il tuo popolo, per discernere tra il bene e il male…

Questa richiesta di Salomone fu gradita agli occhi del Signore, e Dio gli disse:

“Poiché hai chiesto questo e non hai chiesto per te lunga vita, ricchezze o la morte dei tuoi nemici, ma hai chiesto discernimento per sapere giudicare, io esaudisco la tua richiesta e ti do un cuore saggio e intelligente come non ce ne fu mai prima di te né mai ci sarà dopo.”

Il primo libro dei Re racconta la storia del regno dalla morte di Davide fino all’anno 852, includendo diversi temi importanti tra cui spiccano il regno di Salomone, la divisione del regno (Israele al Nord e Giuda al Sud) alla morte di Salomone, e il cosiddetto “ciclo di Elia”, in cui si narrano le gesta del famoso profeta.

Il brano di oggi presenta Salomone all’inizio del suo regno, mentre chiede a Dio la Sapienza, preferendola a tutti i beni, come il più prezioso dei tesori.

 

ROMANI 8, 28-30

Sappiamo che a coloro che amano Dio tutto concorre per il bene: a coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Quelli che aveva scelto, Dio li ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli fosse il primogenito tra molti fratelli. E quelli che ha predestinati, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati, li ha anche glorificati.

All’interno della ricchissima tematica della lettera, Paolo parla oggi della cura di Dio per noi, del suo progetto che gli esseri umani diventino figli a immagine del Figlio suo Gesù, che chiama “il primogenito”, il primo della nuova umanità.

C’è il pericolo di intendere la parola “predestinati” nel senso luterano: alcuni predestinati alla salvezza e altri predestinati alla condanna eterna. Non significa questo. Significa piuttosto “chiamati” e non ha nulla a che vedere con la privazione della libertà, bensì il contrario: Dio chiama, conta su di noi per la missione, per il Regno. In questo senso andiamo meglio.

D’altra parte, è inutile entrare nei giochi di parole che monta Paolo, che servono solo a oscurare il messaggio, così limpido e chiaro, di Gesù.

 

Giuseppe Enrico Galarreta, S.J.

Condividi FeAdulta Facebook