Il giorno seguente entrò a Cesarea. Cornelio li stava aspettando. Aveva riunito i suoi parenti e gli amici intimi. Quando Pietro entrava, Cornelio gli andò incontro e si prostrò ai suoi piedi. Pietro lo fece alzare dicendogli: «Alzati, anch’io sono un uomo».
E conversando con lui entrò e trovò molti riuniti. E disse loro: «Voi sapete che a un ebreo non è permesso unirsi a uno straniero né entrare nella sua casa; ma a me Dio ha mostrato che non si deve chiamare profano o impuro nessun uomo. Per questo, essendo stato chiamato, sono venuto senza esitare. Vi chiedo dunque per quale motivo mi avete mandato a chiamare».
ATTIRA 10, 24‑48
Il giorno seguente entrò a Cesarea. Cornelio li stava aspettando. Aveva riunito i suoi parenti e gli amici intimi. Quando Pietro entrava, Cornelio gli andò incontro e si prostrò ai suoi piedi. Pietro lo fece alzare dicendogli: «Alzati, anch’io sono un uomo».
E conversando con lui entrò e trovò molti riuniti. E disse loro: «Voi sapete che a un ebreo non è permesso unirsi a uno straniero né entrare nella sua casa; ma a me Dio ha mostrato che non si deve chiamare profano o impuro nessun uomo. Per questo, essendo stato chiamato, sono venuto senza esitare. Vi chiedo dunque per quale motivo mi avete mandato a chiamare».
Cornelio rispose: «Quattro giorni fa, a quest’ora, stavo pregando nella mia casa alla nona, ed ecco un uomo con vesti splendenti mi apparve davanti e mi disse: “Cornelio, la tua preghiera è stata ascoltata e le tue elemosine sono state ricordate davanti a Dio; manda dunque a Joppe e fa’ chiamare Simone, detto Pietro, che è ospite in casa di Simone il conciatore, presso il mare.” Subito ho mandato messaggeri da te, e tu hai fatto bene a venire. Ora dunque, tutti noi, alla presenza di Dio, siamo pronti ad ascoltare tutto ciò che ti è stato ordinato dal Signore».
Allora Pietro prese la parola e disse: «In verità comprendo che Dio non fa preferenze di persone, ma in ogni nazione chi lo teme e pratica la giustizia gli è accetto. Egli ha mandato la sua Parola ai figli di Israele, annunciando la Buona Novella della pace per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti.
Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo che Giovanni predicò il battesimo; come Dio unse Gesù di Nazaret con lo Spirito Santo e con potenza, e come egli passò facendo il bene e guarendo tutti gli oppressi dal Diavolo, perché Dio era con lui; e noi siamo testimoni di tutto ciò che fece nella regione dei giudei e a Gerusalemme; a cui arrivarono a uccidere appendendolo a un legno; a costui, Dio lo risuscitò al terzo giorno e gli concesse la grazia di apparire, non a tutto il popolo, ma ai testimoni che Dio aveva scelto in anticipo, a noi che mangiammo e bevemmo con lui dopo che risuscitò dai morti.
E ci comandò di predicare al Popolo, e di testimoniare che egli è costituito da Dio giudice dei vivi e dei morti. Di lui tutti i profeti danno testimonianza che chiunque crede in lui ottiene, nel suo nome, il perdono dei peccati».
Mentre Pietro diceva queste cose, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro rimasero stupiti nel vedere che il dono dello Spirito Santo era stato sparso anche sui gentili, poiché li udivano parlare in lingue e glorificare Dio.
Allora Pietro disse: «Forse qualcuno può negare l’acqua del battesimo a costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?» E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Allora gli chiesero di fermarsi alcuni giorni.
È un avvenimento che per noi non sembra avere una rilevanza apparente e, tuttavia, fu di somma importanza per le prime comunità di seguaci di Gesù. Pietro, lontano dall’ambiente e dalle pressioni di Gerusalemme, è entrato nella casa di Cornelio, un centurione romano, pagano di conseguenza, infrangendo la Legge. Pietro è ormai convinto che per seguire Gesù non bisogna passare per l’Antica Legge, e agisce di conseguenza. La presenza dello Spirito in quella comunità lo conferma nella sua convinzione.
Questa attitudine causerà gravi problemi, a causa delle proteste dei cristiani giudaizzanti di Gerusalemme. Lo stesso Pietro vacillerà, e sarà Paolo a rimproverarlo per le sue indecisioni. Il problema esploderà a proposito della comunità di Antiochia, in subbuglio perché alcuni cristiani giudaizzanti hanno detto loro che se non si fanno circoncidere non possono salvarsi, il che susciterà ciò che abbiamo chiamato il “Concilio di Gerusalemme”, in cui la questione sarà risolta, anche se le chiese giudaiche continueranno a osservare i precetti mosaici mentre le “greche” li ignoreranno.
L’argomento è vitale: si tratta di capire se Gesù sia una semplice culminazione della Vecchia Legge, per cui i suoi seguaci saranno semplicemente una setta giudaica come tante altre, o se, al contrario, la Nuova Alleanza abbia rotto gli antichi schemi della precedente, e né Gesù, né Dio, siano “patrimonio preferenziale” dei giudei.
In ogni caso, Luca è molto intelligente nel dare tanta importanza a questo evento: si tratta di chiarire che l’apertura ai gentili non è un’audacia di Paolo, ma dello stesso Pietro, e quindi è radicata in Gesù attraverso il primo dei suoi Testimoni.
GIOVANNI 4, 7-10
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio, e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è Amore.
In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unico Figlio nel mondo, affinché noi viviamo per mezzo di lui.
In questo consiste l’amore: non nel fatto che noi abbiamo amato Dio, ma nel fatto che egli ci ha amato e ha mandato il suo Figlio come propiziazione per i nostri peccati.
Questo paragrafo è il centro stesso del messaggio della lettera, e il cuore del messaggio di tutti gli scritti dipendenti dal “discepolo amato”. Il messaggio centrale di Gesù è Dio/Abbà, e qui si esprime in termini meno simbolici, più concettuali, come caratterizza questi scritti.
L’essenza di Dio non va cercata nel potere, né nella giustizia, ma nell’amore. Abbiamo già ricevuto questo messaggio diverse volte nelle domeniche precedenti, ma ora si costituisce nel centro stesso della nostra riflessione, come coronamento di tutto il contenuto delle celebrazioni di Pasqua. Ci sono diverse frasi che costituiscono l’essenza del messaggio di Gesù:
- Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è Amore.
- In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unico Figlio nel mondo, affinché noi viviamo per mezzo di lui.
- In questo consiste l’amore: non nel fatto che noi abbiamo amato Dio, ma nel fatto che egli ci ha amato e ha mandato il suo Figlio…
Giuseppe Enrico Galarreta, S.J.
