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Genesi 12, 1-4 / 2 timoteo 1, 8-10

Domenica 2ª di Quaresima ciclo A

 

GENESI 12, 1-4

In quei giorni, il Signore disse ad Abramo:

– Esci dalla tua terra e dalla casa di tuo padre, verso la terra che ti mostrerò. Farò di te un grande popolo, ti benedirò, renderò famoso il tuo nome e sarai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno, maledirò coloro che ti malediranno. Con il tuo nome saranno benedette tutte le famiglie del mondo.

Abramo partì, come gli aveva detto il Signore.

Ci troviamo di fronte al racconto che è stato chiamato “la vocazione di Abramo”, anche se porta ancora il suo nome originario, Abram. Vive a Carran, una città della Mesopotamia, alle sorgenti del fiume Eufrate, dove emigrarono i suoi antenati da Ur, in Caldea. Sono aramei, semiti, pastori che nomadiscono intorno alle grandi zone agricole civilizzate.

Abram è invitato da Dio a lasciare la sua terra, con la promessa di diventare il padre di un nuovo popolo. Il racconto ha due letture: una lettura storica; gli antenati del popolo di Israele provenivano da una migrazione degli aramei, pastori seminomadi dell’Alta Mesopotamia: un’altra lettura religiosa; Dio “estrae” Abramo dalla banalità della sua vita per farne il suo strumento, come padre del popolo di Israele.

Non possiamo fare a meno, tuttavia, di lamentare una frase: “Benedirò coloro che ti benediranno, maledirò coloro che ti malediranno”. È nella triste e distruttiva linea del “popolo privilegiato”, del “Dio terribile che uccide i nemici” … Ancora una volta, l’AT. Non è ancora Gesù e la Parola di Dio va presa con molte riserve.

 

2 TIMOTEO 1, 8-10

Prendi parte alle dure fatiche del Vangelo, secondo le forze che Dio ti darà.

Egli ci ha salvato e ci ha chiamato a una vita santa, non per i nostri meriti ma perché prima della creazione, da tempo immemorabile, Dio ha disposto di darci la sua grazia per mezzo di Gesù Cristo; e ora quella grazia si è manifestata per mezzo del Vangelo, con l’apparizione del nostro Salvatore Gesù Cristo, che ha distrutto la morte e ha portato alla luce la vita immortale.

Le tre lettere (2 a Timoteo e una a Tito), attribuite inizialmente a Paolo, oggi sono considerate come “della sua scuola”, addirittura “messe sotto il suo nome” da persone che continuano il suo insegnamento.

In questo frammento si espone una sorta di riassunto abbreviato di Cristologia: Gesù, fonte gratuita di grazia, che ci salva, distrugge la morte e manifesta la vita.

 

Giuseppe Enrico Galarreta, S.J.

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