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L’impero della menzogna: Espressione storica dell’antireame

Religione Digitale

Nel testo del Nuovo Testamento del Vangelo di Giovanni, il Signore Gesù affermava che « la verità vi farà liberi » (Cfr. Gv 8,32). In questa prospettiva il sacerdote gesuita Ignacio Ellacuría, nella sua opera « Filosofia per cosa », sostiene che « il detto evangelico secondo cui la verità vi farà liberi ha una singolare applicazione alla filosofia: è la ricerca e l’annuncio della verità di fronte a ciò che l’impedisce, che porterà agli uomini e ai popoli la libertà. Una verità operativa, ma una verità. È vero che i nostri popoli hanno bisogno di trasformazione, ma di una trasformazione piena di verità; altrimenti, non andremo verso la liberazione dell’uomo, ma verso la sua alienazione ». Ora possiamo dire che il detto evangelico ha senso e applicazione nella nostra realtà, nella quale l’impero della menzogna costringe.

Normalizzare la menzogna non è solo anticristiano, è anche disumano. Ma il lettore si chiederà come la menzogna disumanizza? o piuttosto quando la menzogna disumanizza? Per dare un approccio alla risposta, la disumanizzazione si manifesta nella storia nelle trasformazioni apparenti accompagnate da menzogne, che nascondono la realtà in quanto tale. Detto nelle parole di Ellacuría, quando nelle trasformazioni l’assenza della verità, non si raggiunge la liberazione dell’essere umano, ma la sua alienazione. Secondo la definizione della Reale Accademia Spagnola, l’alienazione è « trasformazione della coscienza […] per cause esterne, che porta un individuo o una collettività a perdere la sua identità o a essere in contraddizione con essa ». Così, da quella definizione, si può dedurre che la disumanizzazione nata dall’alienazione conduce le società a perdere non solo la lucidità mentale, ma precisamente il volto umano e la consapevolezza di essere tutti fratelli e in parole credenti, di essere figli di un Dio che è padre e che vuole che abbiamo la vita in abbondanza (Cfr. Gv 10,10).

Orbene, la menzogna che è antagonistica rispetto alla verità, ha un padre. In quel quadro, Gesù si rivolse a coloro che storicizzavano la menzogna al suo tempo, dicendo loro: « voi siete di vostro padre il diavolo e volete compiere i desideri di vostro padre. Costui era omicida fin dal principio, e non si mantenne nella verità, perché non c’è verità in lui; quando dice la menzogna, dice quello che esce da lui, perché è bugiardo e padre della menzogna » (Gv 8,44). A questo riguardo, è conveniente ricordare un estratto da un’omelia di Monsignor Romero che Alvaro Artiga ha messo in evidenza nel suo libro « La vera Chiesa di Gesù Cristo, secondo l’ecclesiologia di San Oscar Arnulfo Romero », il frammento dice così: « La nostra Chiesa deve lavorare per strappare dal volto del paese tutto questo impero dell’iniquità, l’impero di Satana, questo impero dell’inferno che regna, purtroppo, sotto forme molto diverse e che sta togliendo il posto all’unico che deve regnare nel tempo: il Signore, il Dio della storia » (31/12/1979). È evidente che l’impero della menzogna è sinonimo di impero di Satana.

Mentire non è solo un’invenzione umana insignificante. In questa breve riflessione si vuole applicare la menzogna a livello economico, politico, sociale o religioso, poiché è questa che sfigura l’umanità, nasconde la verità delle cose e aliena l’essere umano. Da qui che, i cristiani dobbiamo prendere sul serio le parole di Monsignor Romero di strappare dal volto della nostra patria l’impero infernale di Satana, il padre della menzogna e assassino per eccellenza. Già nell’Antico Testamento, nel libro di Tobia la verità è associata alla pratica della giustizia, da cui si può concludere che praticare la menzogna è il principio dell’ingiustizia (cfr. Tob 4,6). A questo punto la menzogna e la verità diventano res, non verba (realtà, non parole).

L’antireame della menzogna diventa realtà nell’impero dell’ingiustizia sociale ed economica, nella distruzione della casa comune sotto il pretesto dello sviluppo di una società. A quanto precede, il Papa Francesco sottolineava che « Da qui si passa facilmente all’idea di una crescita infinita o illimitata, che ha tanto entusiasmato economisti, finanzieri e tecnologi. Presuppone la menzogna della disponibilità infinita dei beni del pianeta, che porta a ‘spremere’ fino al limite e oltre il limite » (Laudato si, n° 106). In questo stesso spirito già nel 1967, il Papa Paolo VI nella Populorum Progressio postulava che « lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere autentico, deve essere integrale, cioè promuovere tutti gli uomini e tutto l’uomo » (n° 14). Pertanto, l’ingiustizia è ancorata alla menzogna, in una dinamica di rispettività, come si dice nella prima lettera di Giovanni: « se qualcuno dice: ‘Io amo Dio’, e odia suo fratello, è un bugiardo; se non ama suo fratello che vede, non può amare Dio che non vede » (1 Gv 19,20). Questo amore per il fratello deve essere tradotto nel nostro tempo in amore per coloro che soffrono, per le vittime e per la madre terra che soffre sotto il giogo della distruzione disumana. Questo si storicizza in un’opzione preferenziale per i poveri accompagnando le loro lotte di liberazione da ogni oppressione e nell’opzione preferenziale per la casa comune lottando per la sua protezione da ogni distruzione e devastazione della flora e della fauna.

Infine, bisogna dire che la menzogna diventa latente in questi giorni in almeno due cose, sebbene possano essercene e ce ne siano molte di più. La prima, affermare « che non siamo più violenti », o almeno che il paese non è più il più violento dell’emisfero, ma basta dare un’occhiata ai social network e a tutto l’odio che cola nei commenti iraccondi e idolatri. Svolgendo questo esercizio brevemente, si può scoprire ciò che Francesco esprimeva già in Fratelli Tutti: « l’aggressività sociale trova nei dispositivi mobili e nei computer uno spazio di amplificazione sociale » (n° 44), vale a dire, misoginia, omofobia, razzismo, aporofobia, xenofobia ecc. Tutte le precedenti sono genuine espressioni di violenza, di non amare il fratello e la sorella, che hanno come radice la menzogna che conduce al fanatismo e all’idolatria di persone che vogliono usurpare il dominio di Dio, dando luogo all’antireame, senza altro all’impero della menzogna di Satana.

La seconda menzogna è che non si sta distruggendo la fattoria « El Espino », quando già circolano foto che evidenziano la devastazione del luogo, peggio ancora che la menzogna si sostiene con slealtà svolgendo lavori di costruzione notturni nel luogo. La notturna è solitamente usata come temporalità per esercitare violenza e morte. Per esempio, l’assassinio di Elba e Celina, insieme a sei gesuiti all’interno della loro residenza all’Università Centroamericana José Simeon Cañas è stato perpetrato il 16 novembre nell’oscurità dell’alba. Così anche, due secoli fa l’arresto di Gesù di Nazareth è stato condotto di notte a cui, secondo il racconto lucano, egli espresse: « ero con voi ogni giorno al Tempio e non mi metteste mano; ma questa è vostra ora e il potere delle tenebre » (Lc 22,53). Di notte assassinano la nostra casa comune, e le mettono mano distruttiva, è l’ora di Satana e delle tenebre nella storia attuale.

La chiamata diventa urgente per i cristiani seguaci di Gesù di Nazareth, non si può servire due signori, Dio o il Diavolo. È necessario lottare per estirpare dal volto del nostro El Salvador il potere delle tenebre, l’impero bugiardo di Satana padre di ogni menzogna e ingiustizia. Una Chiesa che veramente viva la sua Pasqua del regno di Dio è così necessaria e preservare la vita dei più poveri e la casa comune in tutti i suoi livelli. La via è stata tracciata 46 anni fa dal vescovo martire Monsignor Romero, a tal punto che il 24 marzo, giorno del suo assassinio, l’ONU lo ha proclamato nel dicembre 2010 « Giornata internazionale del diritto alla verità in relazione a violazioni gravi dei diritti umani e della dignità delle vittime », in onore del suo impegno verso il popolo crocifisso di El Salvador.

È ora di mettere mano all’aratro e lottare per la costruzione del regno di Dio nella storia del nostro paese. È l’ora di rendere presente la salvezza nella storia. Tuttavia, la menzogna istituzionalizzata ha come obiettivo l’alienazione della società, ci troviamo di fronte a ciò che Monsignor Arturo Rivera Damas già descriveva nel 1977, cioè, « la sconcertante leggerezza di alcuni che si sono fatti altoparlante della tesi governativa », a cui dobbiamo aggiungere: negando la distruzione della casa comune e la lenta morte dei più poveri.

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