Che io sono un grande Re, dice il Signore degli eserciti, e il mio Nome è terribile fra le nazioni! E ora, a voi questo comando, o sacerdoti: Se non ascolterete e non prenderete a cuore di dare gloria al mio Nome, dice il Signore degli eserciti, io lancerò su di voi la maledizione…
Domenica 31 tempo ordinario
MALACHIA 1, 14 e 2, 8-10
Che io sono un grande Re, dice il Signore degli eserciti, e il mio Nome è terribile fra le nazioni!
E ora, a voi questo comando, o sacerdoti:
Se non ascolterete e non prenderete a cuore di dare gloria al mio Nome, dice il Signore degli eserciti, io lancerò su di voi la maledizione.
Voi vi siete allontanati dalla via, avete fatto inciampare molti nella Legge, avete corrotto l’alleanza di Levi, dice il Signore degli eserciti.
Perciò anch’io vi ho resi spregevoli e vili davanti a tutto il popolo, allo stesso modo in cui voi non osservate le mie vie e fate favoritismi nella Legge. Non abbiamo forse tutti noi un unico Padre? Non ci ha creato lo stesso Dio? Perché ci tradiamo l’un l’altro, profanando l’alleanza dei nostri padri?
Malachia svolge la sua missione a metà del V secolo a.C., in un momento di grande decadenza religiosa del popolo. Sono tornati dall’esilio, ma l’esistenza è misera, e non si vede da nessuna parte la protezione di Dio.
In questo contesto, Malachia cerca di risollevare il morale del popolo. Dalle sue stesse parole si vede che anche il culto è stato trascurato, non si osserva la Legge, e la religiosità generale è a terra. Di conseguenza, Malachia rimprovera i sacerdoti, rendendoli responsabili della situazione.
Il testo è stato scelto per questa domenica per la sua lontana somiglianza con le parole di Gesù contro gli scribi e i farisei.
1 TESSALONICESI 2, 7-13
Vi ricordate, fratelli, delle nostre fatiche e dei nostri travagli. Lavorando giorno e notte, per non essere di peso a nessuno di voi, vi abbiamo proclamato il Vangelo di Dio. Voi ne siete testimoni, e anche Dio, di quanto santamente, giustamente e irreprensibilmente ci siamo comportati con voi, i credenti.
Come un padre ai suoi figli, lo sapete bene, a ciascuno di voi esortavamo e incoraggiavamo, scongiurandovi di vivere in modo degno di Dio, che vi ha chiamato al suo Regno e gloria.
Perciò anche da parte nostra non cessiamo di ringraziare Dio perché, ricevendo la Parola di Dio che vi abbiamo predicato, l’avete accolta, non come parola di uomo, ma qual è in verità, come Parola di Dio, che opera efficacemente in voi, i credenti.
Come in tutte queste domeniche, non ha relazione con gli altri testi. Si vede in esso il profondo affetto di Paolo per i cristiani di Tessalonica, (che è forse la prima comunità cristiana d’Europa, almeno per la predicazione di Paolo).
Appare l’interessante aspetto che Paolo si guadagnava da vivere con il suo lavoro “per non essere di peso a nessuno”. Da altri testi sappiamo che Paolo era un tessitore, e senza dubbio occupava il giorno nel lavoro e dedicava alla predicazione le ultime ore del pomeriggio, o quelle della notte.
Giuseppe Enrico Galarreta, S.J.
