Amiche e amici:
Il vangelo del seminatore suggerisce un tema interessantissimo e di grande attualità che segnala Fidel Aizpurúa: «il nostro maggior nemico è la superficialità. Tutto lo affrontiamo senza approfondire e, con questo, lo banalizziamo, lo impoveriamo, lo confondiamo». Il seme è lo stesso per tutti; ciò che cambia è la terra. Solo la terra profonda è adeguata per mettere radici e dare frutto.
Ma la parabola non è un rimprovero, bensì un’opportunità di cambiamento. Contro la banalità, che buon antidoto è il silenzio e l’ascolto del nostro «maestro interiore». E contro l’indifferenza, educare la sensibilità —come ci chiede questa settimana Pepa Torres— per «captare l’invisibile, il debole, il piccolo». Perché quell’offuscamento di chi «guardando non vede e ascoltando non ode» è, tante volte, quello che ci impedisce di riconoscere il volto del migrante, e quello che ci ha portato, come popolo, a indurire frontiere e politiche. Di fronte a questo, il Papa reclamava questi giorni da Lampedusa una «profondità di umanità»: guardare profondamente per tornare a vedere persone.
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Per ottobre c’è una proposta di ritiro accompagnato da José Arregi con un approccio molto interessante.
Vangelo e commenti al Vangelo
Mt 13, 1-23. In quel giorno Gesù uscì di casa e si sedette in riva al mare. La folla restò sulla spiaggia. Parlò loro di molte cose in parabole: «Ecco, il seminatore uscì a seminare».
Miguel A. Munárriz Casajús: La Parola. Se non c’è Parola, non c’è seme, né raccolta né frutto
José Luis Sicre: Risposte per una crisi della Chiesa. La liturgia dedica queste domeniche alle parabole sul Regno di Dio, elaborate da Matteo per rispondere alle domande che si ponevano i primi seguaci di Gesù. Quella di questa settimana potrebbe essere: Perché non tutti accettano il messaggio di Gesù?
Enrique Martínez Lozano: La risonanza rende efficace la parola. Man mano che iniziamo a stare più attenti al nostro mondo interiore, certe letture o ascolti risuonano in noi. Queste risonanze non sono altro che la voce della saggezza che si esprime in ogni persona.
Fray Marcos: Credermi terra buona è il maggior pericolo. Anche in me ci sono spine e pietre.
José Antonio Pagola: Seminare con fede. Quasi senza accorgercene possiamo arrivare a pensare che il vangelo ha perso la sua precedente virtualità, e il messaggio di Gesù non ha più presa né forza di convinzione per l’uomo moderno.
Fidel Aizpurúa: Poiché la terra non era profonda… si secò. Per fruttificare, la Parola ha bisogno di profondità. Sulla mera superficie, la Parola si dissecca.
Pepa Torres: Le parabole di Gesù. Il linguaggio di Dio. Per Gesù Dio e il suo progetto non è una teoria o un principio di cui si parla, ma un’esperienza che trasmette in parole e in fatti e che lo spinge permanentemente verso la fraternità.
Articoli selezionati per la settimana
Deve morire la Religione perché nasca il Vangelo?. La Chiesa non si gioca oggi solo la sua rilevanza sociale, ma qualcosa di più profondo: la sua fedeltà al Vangelo di fronte alla logica del potere che la tenta a proteggersi.
Ínigo García Blanco: Dissipare la nebbia. La credibilità dell’Europa non si misurerà dall’altezza dei suoi confini, ma dalla profondità della sua umanità.
Juan José Aguirre: Monsignor Aguirre: «Il padre Crepin Monga, nuovo martire della nostra chiesa perseguitata». Fu assassinato a Zemio, una missione a est della diocesi di Bangassou. Era il responsabile del comitato per la pace e la riconciliazione nella regione.
José Lorenzo: Il Papa, da Lampedusa, chiede all’Europa, per «il suo potenziale e la sua responsabilità», che affronti la crisi migratoria. «I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese sia di decisioni omesse», denuncia Leone XIV, che rende omaggio a Francesco 13 anni dopo il suo viaggio programmatico.
Jesús Lozano Pino: «In Spagna ci sono già più cani che bambini». Radiografia di una società che cerca urgentemente a chi amare. L’animale da compagnia diventa così un canale dell’istinto di cura e del sentimento di solitudine.
Quanto valiamo per Dio?. Nel Vangelo troviamo un bellissimo racconto in cui si manifesta la tenerezza di Dio verso di noi. Ci riempie di fiducia, dissipa i nostri timori e può aiutarci a dare una testimonianza coraggiosa e allegra.
Gerardo Villar: Silenzio. Viviamo in una società molto simile alla torre di Babele. È tale l’abbondanza di comunicazioni che è impossibile il silenzio e il conversare seriamente su qualche argomento.
Martin Scheuch: La canonizzazione delle ombre. Un’analisi critica del processo di canonizzazione nella Chiesa Cattolica, dove la costruzione della santità si rivela meno come un giudizio infallibile sulla virtù e più come una sofisticata operazione di selezione, interpretazione e gestione della memoria storica.
Per delle eucaristie più partecipative e attuali
Is 55, 10-11. Un araldo che annuncia l’abbondanza da parte di Dio, la continua semina della sua Parola, la sua fecondità inarrestabile.
Rm 8, 18-23. Tutta la creazione geme fino ad ora e soffre doglie di parto. Noi siamo i figli di Dio chiamati alla luce.
Florentino Ulibarri: Semi del Regno. Siete semi del mio Regno! Fecondatevi, scoppiate, non rimanete sepolti. Fiorite e date frutto.
Vicky Irigaray: 15º Domenica del Tempo Ordinario. La parabola del seminatore ci ricorda il magnifico raccolto che produce il seme che cade in buona terra.
Anafora: Il Regno di Dio. La nostra missione non è fare proselitismo ma promuovere il regno di Dio.
Monache Benedettine di Montserrat. Domenica 15ª del Tempo Ordinario
Materiale multimediale
Preghiera per il Venezuela. In un incontro semplice, di fratelli, cantiamo la nostra speranza solidale. Senza molti effetti né complessità, abbiamo bisogno solo del tuo cuore disposto e aperto a questa missione di compassione durante questo momento di preghiera condivisa come Rete Mondiale di Preghiera.
Per il rispetto della vita umana. Il Papa Leone, nella sua intenzione di preghiera per questo mese, ci invita a pregare affinché si riconosca il valore unico e irripetibile di ogni essere umano e affinché le nostre società imparino a custodire la vita con amore, tenerezza e responsabilità.
Salomé Arricibita: Al seminatore. Siamo terra, con tutto quello che c’è in essa, ma terra che accoglie e fa crescere la vita. Dio lo sa, per questo non si stanca di seminare, una e un’altra volta… che accogliamo e custodiamo i suoi semi.
Ti ho trovato. Una canzone per trovare Dio dappertutto…«Ti ho trovato nel mio interno».
Che cosa coltivi?. Viviamo in una montagna russa di azioni ed emozioni che durano appena alcuni secondi. Ma che cosa accade con quello che realmente trasforma la nostra vita? Questo messaggio, ispirato dalla parabola del seminatore, propone di fermarsi un istante per guardare verso dentro e scoprire che cosa sta crescendo nel cuore. Un invito a recuperare la speranza, mettere radici e scoprire che è sempre possibile ricominciare. Perché la vita non cambia per quello che accumuli, ma per quello che coltivi.
La voce che non potranno tacitare. quando hai dubitato della tua forza… la tua anima continuava ad ardere.
nella Scuola EFFA facilitiamo il collegamento al programma dove si trovano tutte le lezioni e la bibliografia disponibili, per coloro che non hanno potuto vederle o vogliono ripassare qualcuna. Può essere utile anche il collegamento per accedere agli ultimi video che sono stati caricati.
E, come vi promettevo, le lettere termineranno con questi tre collegamenti: la lettera della settimana, la lettera della settimana scorsa e lettere di altre settimane. Quando qualcuno perde —o non gli arriva— l’email con le novità, potrà usare una lettera antica per accedere alla nuova.
Un abbraccio,
Inma Calvo
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