Così dice il Signore: Osservate ciò che è retto e praticate la giustizia, poiché la mia salvezza sta per arrivare e la mia giustizia per rivelarsi. Beato l’uomo che fa così, colui che persevera in questo, guardandosi dal profanare il sabato, trattenendo la sua mano dal compiere il male…
Domenica 20 Tempo Ordinario
ISAIA 56, 1-7
Così dice il Signore:
Osservate ciò che è retto e praticate la giustizia, poiché la mia salvezza sta per arrivare e la mia giustizia per rivelarsi.
Beato l’uomo che fa così, colui che persevera in questo, guardandosi dal profanare il sabato, trattenendo la sua mano dal compiere il male.
Lo straniero che si unisce al Signore non dica: «Di certo il Signore mi escluderà dal suo popolo!» Non dica l’eunuco: «Io sono un albero secco». Poiché così dice il Signore:
Riguardo agli eunuchi che osservano i miei sabati e scelgono ciò che mi è gradito e si mantengono fermi nella mia alleanza, io darò loro nella mia Casa e dentro le mie mura un monumento e un nome migliore di figli e figlie; darò loro un nome eterno che non sarà cancellato.
Quanto agli stranieri che si uniscono al Signore per servirlo, per amare il nome del Signore e per essere suoi servi, a chiunque osserva il sabato senza profanarlo e a quelli che si mantengono fermi nella mia alleanza, io li condurrò sul mio monte santo e li rallegrerò nella mia Casa di preghiera. I loro olocausti e sacrifici saranno graditi sul mio altare. Poiché la mia Casa sarà chiamata Casa di preghiera per tutti i popoli.
È un’esortazione alla giustizia, alla santità di vita, rivolta espressamente a Israele senza escludere stranieri, eunuchi… È un testo universalista, sebbene tinto dal nazionalismo di Israele.
«La mia casa sarà chiamata Casa di Preghiera per tutti i popoli» significa un passo avanti rispetto all’iniziale esclusivismo di Israele, ma mostra che Israele continua a credersi il centro del mondo. Questa stessa frase è citata da Gesù come giustificazione della sua azione violenta nel Tempio, quando ne cacciò i mercanti.
ROMANI 11, 13-15 e 29-32
Dico dunque a voi, i gentili: Poiché io sono veramente apostolo dei gentili, onoro il mio ministero, ma è con la speranza di suscitare gelosia in quelli della mia razza e salvare alcuni di loro.
Perché se la loro riprovazione è stata la riconciliazione del mondo, che sarà la loro riammissione se non una risurrezione dai morti?
I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili.
Voi, che eravate ribelli a Dio, attraverso la ribellione di loro avete ottenuto misericordia; così anche loro: ora sono ribelli per ottenere a loro volta misericordia attraverso quella che voi avete ottenuto.
Perché Dio ha rinchiuso tutti nella ribellione per avere misericordia di tutti.
Il giudeo Paolo lamenta la sorte del suo popolo, che ha rifiutato Gesù. Paolo sente la vocazione di annunciare il Vangelo ai pagani e constata più e più volte il rifiuto delle comunità giudaiche. Ma gli duole la cecità del suo popolo ed esprime qui il suo desiderio e la sua fiducia che un giorno riconosceranno Gesù.
Giuseppe Enrico Galarreta, S.J.
